SICUREZZA:

LE DONNE IMMIGRATE RISPONDONO ALLE VIOLENZE E AGLI STUPRI.

Noi donne immigrate, siamo consapevoli che l’immigrazione genera conflitti e che il lavoro come badante o colf che svolgiamo nelle vostre case spesso comporta rischi di violenze e di molestie sessuali. Violenze e molestie quasi sempre non denunciate per la paura di perdere un posto di lavoro. Molte di noi ne sono state doppiamente vittime: vittime della violenza e del ricatto. L’insicurezza della gente e soprattutto di quella più debole come è per le donne non sempre è dovuta alla presenza di immigrati; le immigrate sono più interessate delle italiane a vivere in un clima di sicurezza perché sono soggetti costretti a subire e ad essere più ricattabili  di altri.

Per noi l’insicurezza è il prodotto del degrado in cui l’immigrazione, clandestina e regolare, è costretta ad agire. Noi  donne immigrate proveniamo da paesi in cui non sempre la parità di genere è vissuta nel rispetto e nella parità. Anzi, spesso siamo vittime di regole e costumi della nostra tradizione che ci relegano in un rapporto di sudditanza all’interno delle nostre comunità. Lo sforzo che facciamo è proprio quello di lasciarci alle spalle la sottomissione, la violenza, la miseria dei nostri paesi

Un impedimento alla nostra sicurezza deriva anche dal persistere dell’ottica dell’emergenza che se protratta a lungo genera una sensazione di perenne pericolo. E ci rendono insicure  le generiche campagne di denuncia di intere nazionalità o la genericità delle donne straniere dedite alla prostituzione: tutto ciò contribuisce a fare di noi, donne immigrate, merce buona per ogni violenza fisica o psicologica. Non vogliamo braccialetti per chiedere aiuto! Vogliamo essere aiutate nel nostro percorso di emancipazione.

Le donne immigrate vogliono dialogare e chiedono sicurezza nel lavoro e sul posto di lavoro, vogliono camminare a testa alta senza essere interpellate come prostitute, vogliono non dover rischiare lo stupro, gli scippi e spesso anche la vita .

Riteniamo che sia necessaria una legge sull’immigrazione che dia certezza dei diritti e dei doveri, che colpisca chi delinque e che dia continuità alle misure di sicurezza che si vorranno mettere in atto non contro di noi ma a nostro vantaggio e anche a vantaggio  di tutti coloro che vivono drammaticamente la presenza di noi immigrati.

Roma 23 aprile 2008      

 

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