Ue/ Sì al patto per l'immigrazione.

E il Parlamento europeo boccia il diritto di voto


I 27 ministri dell’interno dell’Unione europea hanno approvato all’unanimità a Bruxelles il “patto europeo sull'immigrazione e il diritto di asilo”,che potrà ora essere adottato dai capi di stato e di governo durante il prossimo vertice del 15 ottobre.

Il patto, proposto dalla presidenza francese, impegna gli stati membri a organizzare l’immigrazione legale tenendo conto delle priorità, dei bisogni e delle capacità d’accoglienza, favorendo l’integrazione soprattutto degli immigrati a lungo termine. Andranno stabiliti dei criteri anche per i ricongiungimenti, valutando ad esempio la disponibilità di mezzi di sostentamento e di un alloggio.

Si rilancia la lotta contro l’immigrazione irregolare, assicurando il ritorno dei clandestini nei Paesi di origine o in quelli di transito anche attraverso accordi di riammissione. Il patto dice no alle maxi-sanatorie, ma ammette regolarizzazioni ad personam per motivi umanitari o economici. Andranno poi rinforzati i controlli alle frontiere potenziando l’agenzia Frontex e generalizzando entro il 2012 i visti biometrici.

Altro obiettivo è la realizzazione di una procedura d’asilo unica. Infine, andrà realizzato un partnerariato globale con i Paesi d’origine e di transito, favorendo le sinergie tra migrazioni e sviluppo.

Intanto, il Parlamento europeo si è espresso contro il diritto di voto per gli immigrati.

L’assemblea plenaria era chiamata a votare la risoluzione annuale sullo stato di libertà, sicurezza e giustizia firmata dal liberale belga Gerard Deprez. Al suo interno, Deprez invitava la Commissione Ue a considerare il voto alle europee e alle amministrative agli immigrati con permesso di soggiorno di lunga durata come uno strumento di integrazione.

Alla fine però è passato un emendamento del gruppo popolare europeo, Ppe, che sopprimeva questa richiesta. Un risultato raggiunto grazie ai voti della destra e al sostegno di 27 eurodeputati socialisti che hanno deciso di esprimersi contro il voto agli immigrati, contravvenendo alle indicazioni di partito.

La risoluzione non è comunque vincolante per i singoli Stati dell’Ue, che possono decidere liberamente se concedere o no il voto agli immigrati.
 

 

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