Agguato a Castel Volturno, gli immigrati: 


«Non siamo criminali, ora proteggeteci»

CASERTA (21 settembre) - A Castel Volturno, nel luogo in cui il 18 settembre sono stati massacrati sei immigrati, si continuano a deporre fasci di fiori. Li portano non solo cittadini stranieri ma anche italiani. Tra i tanti c'è quello di un cittadino italiano che ha lasciato un biglietto in cui denuncia che Castel Volturno non vuole essere abbandonata. Intanto gli amici delle sei vittime hanno tenuto questa mattina una conferenza stampa all'America Palace, uno stabile lungo la statale Domiziana abitato da soli stranieri. «Vogliamo ribadire - affermano alcuni rappresentanti - che le sei vittime con la malavita non avevano nulla a che fare. Ora chiediamo protezione».

«Lasciamo svolgere le indagini agli investigatori ma chiediamo a tutti di non criminalizzare gli immigrati», ha detto Fabio Basile, dell'associazione ex Canapificio di Caserta, parlando a nome degli immigrati nel corso della conferenza stampa tenuta questa mattina all'American Palace di Castelvolturno. «La maggior parte degli stranieri lavora onestamente - ha aggiunto - e con la droga non c'entra nulla. Delle sei vittime ne conoscevo tre personalmente, e di altre tre ho raccolto almeno cento testimonianze che mi riferiscono che erano lavoratori». Basile ha anche rimarcato che quanto è avvenuto venerdì, il giorno dopo la strage, è stata una reazione sbagliata, anche se forse «comprensibile». In merito alle misure decise dal governo con l'invio di 400 uomini, ha auspicato che si tratti «di 400 investigatori, inviati a contrastare la criminalità. La differenza - ha aggiunto - non va fatta da chi ha il permesso di soggiorno e chi non lo ha, ma tra chi delinque e chi no».

Bassolino: siamo vicini agli immigrati onesti. Il presidente della regione Campania, Antonio Bassolino ha espresso vicinanza alla comunità africana colpita a Castelvolturno dalla strage di camorra, affermando che «ci sono delinquenti italiani che sono 100 volte più delinquenti dei delinquenti che stanno in mezzo agli immigrati. È di grande importanza - ha detto Bassolino - sentire la voce di tanti immigrati venuti qui in Italia non per delinquere ma per lavorare, che in questi giorni hanno invocato la presenza dello Stato. Domani sarò a Castelvolturno. Ho convocato al Comune la Consulta regionale dell'immigrazione, perché mi pare importante che le istituzioni diano un segnale di vicinanza a tanti, tantissimi immigrati: persone perbene nella stragrande maggioranza, che lavorano a volte in condizioni di schiavitù». 

«Utile anche l'esercito». La camorra deve essere combattuta con tutti gli strumenti possibili, e per Bassolino nell'area colpita dal clan dei Casalesi se utile è benvenuto anche l'esercito. A chi gli chiede se questa battaglia va condotta anche con le forze armate, Bassolino risponde: «Con tutto quello che può essere utile».

Finocchiaro: esercito prima risposta. «I mali del Sud sono la tragica metafora di quelli italiani». Il presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro, commentando la strage di camorra avvenuta a Caserta, punta il dito contro il governo per il livello di criminalità raggiunto al Sud e, in un'intervista all'Unità, invita il Pd a fare del Mezzogiorno «una priorità», se vuole «rientrare in sintonia con il Paese». Dopo aver ricordato che il ministro dell'Interno Roberto Maroni verrà a riferire a Palazzo Madama mercoledì prossimo sui fatti di camorra che hanno insanguinato la Campania, Finocchiaro denuncia che un piano sicurezza nel casertano era stato messo a punto, ma poi, evidentemente, «non è stato attuato».

A ottobre a Caserta tre giorni antirazzista. Intanto, si terrà dal 4 al 6 ottobre prossimi a Caserta una manifestazione antirazzista promossa dalle associazioni presenti sul territorio della provincia di Caserta. I tre giorni saranno dedicati ad un approfondimento sulla condizione degli immigrati. «Dicono che i clandestini sono il problema - ha spiegato Mamadou Sy, vice presidente della comunità senegalese - noi diciamo che le condizioni di lavoro diventano sempre più dure e non ha senso far dipendere il permesso di soggiorno dal contratto di lavoro». Sabato 4 lungo le strade di Caserta si terrà un corteo antirazzista seguito da una veglia interreligiosa per le vittime del mare; domenica 5, invece, un concerto contro il razzismo, infine lunedì 6 sarà la giornata degli incontri istituzionali.

Il Messaggero (21 settembre 2008)

 

 

 

 

 

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