CASTEL VOLTURNO (Caserta) - "Siamo
vittime, non delinquenti e non facciamo affari con la camorra. Anzi,
siamo sfruttati e nessuno ci difende". Dopo la
strage di giovedì sera nella quale hanno perso la vita
sei stranieri e un italiano, i rappresentanti degli immigrati di
Castel Volturno -7000, quasi tutti africani- hanno convocato una
conferenza stampa per chiedere di non essere criminalizzati.
Escludono fermamente che alcuni dei sei uccisi siano stati implicati
in affari illeciti. Secondo gli investigatori, però, ad armare la
mano dei killer sarebbe stato il clan dei Casalesi, forse per un
regolamento di conti nel fiorente affare dello spaccio della droga.
La conferenza stampa. Gli immigrati ora chiedono maggiore
sicurezza. Dopo
la clamorosa protesta di venerdì, rovesciati cassonetti e
capovolte auto, questa mattina hanno denunciato condizioni di vita
durissime: in molti lavorano nei campi o nei cantieri per 25 euro al
giorno e sono costretti a vivere in appartamenti super affollati,
anche in nove o dieci in una sola abitazione, pagando 50 euro
ciascuno di affitto.
"Non erano delinquenti". "Qui ci ammazzano come animali solo
per il colore della nostra pelle", ha detto Isacc, nipote di una
delle vittime della strage. "I sei morti dell'altro giorno - ha
aggiunto in un italiano stentato - non erano dei delinquenti". E un
giovane immigrato ha aggiunto: "Chi guadagna facile con la malavita
- prova a spiegare in dialetto napoletano - non vive affatto in
queste condizioni disagiate". E ora gli immigrati della zona temono
che con
l'arrivo dei 400 uomini delle forze dell'ordine
annunciato del ministro dell'Interno, siano solo rafforzati i
controlli contro i clandestini, rispedendo al di là dei confini
quanti non hanno i documenti in regola.
L'arcivescovo di Capua. "I problemi di questa zona che si
trascinano avanti da anni - ha spiegato l'arcivescovo di Capua,
monsignor Bruno Schettino - non si risolvono cacciando gli immigrati
che vivono onestamente, facendo lavori umili che altri non intendono
fare. Qui serve un piano organico di intervento". La diocesi di
Capua gestisce lungo la Domiziana una struttura, la fondazione
Fernandez, che accoglie stabilmente girono e notte 60 stranieri e
apre le porte della sua mensa a circa 100 persone. Anche Schettino
crede che le sei vittime della strage non erano coinvolte in affari
loschi: "Non ho elementi certi in tal senso ma ho una sensazione
molto forte".
I funerali delle vittime. Gli immigrati pensano ai funerali.
Nel pomeriggio di oggi si sono riuniti dinanzi alla sartoria dove è
avvenuta la strage ed hanno discusso a lungo su come svolgere il
rito funebre, che si potrebbe tenere proprio a Castel Volturno. Si
attende che la magistratura dia il via libera.
Le indagini vanno avanti. In zona saranno inviati altri 400
agenti delle forze dell'ordine ma già da giovedì i controlli sono
assai serrati con numerosi posti di blocco. "La maggior parte degli
stranieri lavora onestamente - ha detto Fabio Basile, del centro
sociale ex Canapificio di Caserta a nome delle comunità immigrate di
Castel Volturno -. Delle sei vittime me conosco personalmente tre e
sul conto di altre tre ho raccolto almeno cento testimonianze che
riferiscono che erano onesti lavoratori".
Manifestazioni contro il razzismo. Le associazioni del
territorio che difendono gli immigrati hanno annunciato tre giorni
di manifestazioni, a caserta, i prossimi 4, 5 e 6 ottobre "contro il
razzismo, per i diritti di cittadinanza, contro la prevaricazione
della camorra e di tutti quelli che sfruttano la condizione di
subalternità giuridica e sociale in cui vivono gli immigrati".
"Per ora niente esercito". Per quanto
riguarda la possibilità di inviare l'esercito nella zona, come ha
ventilato il ministro dell'Interno Roberto Maroni, "l'orientamento
prevalente è che oggi l'esercito a Caserta non serva e che bastino
le forze di polizia", ha chiarito lo stesso titolare del Viminale al
Mattino di Napoli. "Ma sto valutando - ha aggiunto - se portare al
prossimo consiglio dei ministri, martedì, la proposta che ce lo
possa consentire in futuro".
La Repubblica (21
settembre 2008)