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L' elenco sul sito della Polizia polacca L' inquietante vicenda dei polacchi scomparsi
La voce circolava da tempo, all’interno della comunità polacca. Di molti nostri connazionali s’erano perse le tracce. Giunti in Italia per motivi di lavoro s’erano volatilizzati. Spariti, irreperibili. Non ne sapevano niente gli amici in Italia, e i parenti non avevano più ricevuto notizie. Le denunce di scomparsa si sono accumulate in molte piccole stazioni dei Carabinieri. s’erano perse le tracce. Giunti in Italia per motivi di lavoro s’erano volatilizzati. Spariti, irreperibili. Non ne sapevano niente gli amici in Italia, e i parenti non avevano più ricevuto notizie. Le denunce di scomparsa si sono accumulate in molte piccole stazioni dei Carabinieri. E diciamo accumulate a ragion veduta, poiché dal 2000 al 2006 sono oltre 150 i cittadini polacchi scomparsi in Italia. Aspetto inquietante la coincidenza che quasi tutti gli scomparsi sarebbero entrati in Italia per lavorare nella raccolta di pomodori in Puglia, rispondendo ad un annuncio pubblicato su un quotidiano polacco. A fine luglio, i NOS dei Carabinieri avevano arrestato 20 persone di varie nazionalità (anche polacca), con l’accusa di riduzione in schiavitù di lavoratori stagionali nelle province di Bari e Foggia. I Carabinieri si sono attivati dopo aver raccolto la testimonianza di circa 400 persone, che hanno raccontato vicende orribili sulle condizioni di lavoro e di alloggio dei lavoratori stagionali. La Procura di Bari ha riaperto i fascicoli per il riesame di 10 morti sospette di nostri connazionali troppo presto archiviate come suicidi o disgrazie. Preoccupante e drammatica l’intercettazione telefonica di un ”caporale” di nazionalità polacca. Evidentemente, molti nostri connazionali utilizzati nella raccolta di pomodori si lamentavano del trattamento subito e si ribellavano. L’uomo, telefonando alla fidanzata, dice che gli stanno facendo fare brutta figura e dichiara: “Devo andar lì e ammazzarne un paio, così servirà di lezione a tutti”. Ma il caso, di cui nessun giornale italiano aveva mai parlato, è tornato alla ribalta dopo che la polizia polacca ha pubblicato sul suo sito l’elenco nominativo e le foto degli scomparsi. L’elenco riguarda 123 nostri connazionali ma la polizia dichiara che sono molti di più, ma i familiari non hanno autorizzato la pubblicazione del nome e della foto. La nostra polizia sta indagando per scoprire connivenze sul territorio polacco. Infatti, un’operazione del genere non sarebbe fattibile senza reclutatori in Patria.
La polizia polacca invita a fornire notizie sui nostri connazionali scomparsi. Potete conoscere l' elenco collegandovi al sito.
Se avete vissuto esperienze analoghe nei lavori stagionali o avete conoscenza di trattamenti discriminatori nei confronti di cittadini polacchi, e non solo, potete contattarci presso il Forum. |
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POLONIA
Superficie:
312.685 Km²
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Italia. Anno 2006. Anno sesto del 3° Millennio. Sai che esiste la corruzione, amministrativa e politica. Sai che esiste la delinquenza, come in tutti i paesi del mondo. Sai, e lo vivi sulla tua pelle, che esiste il lavoro nero. Sai che troverai raramente una casa a prezzo accettabile. Sai che dovrai subire atteggiamenti di intolleranza e di sufficienza, se non di discriminazione razziale. Ma aprire la porta, e all’improvviso scoprire che degli immigrati arrivati qui per lavorare vengono trattati come schiavi; che molti tuoi connazionali (e sicuramente anche non connazionali) arrivati qui per lavorare sono scomparsi nel nulla, e probabilmente sono stati fatti sparire; ecco, scoprire questa realtà all’improvviso ti fa chiedere: ma dove sono capitato? Mi trovo nel 2006 o nel 1800, con l’incubo di essere tradotto, complici anche dei delinquenti connazionali, su una nave di schiavisti? Nei lavori stagionali vengono impiegati migliaia e migliaia di immigrati. Non sono nascosti, e invisibili, tra le quattro mura dell’appartamento che stanno ristrutturando. Lavorano nei campi, alla luce del sole. I latifondisti che necessitano di mano d’opera stagionale sono conosciuti, non sono fantasmi. I campi di raccolta dei pomodori non sono orticelli nascosti. Sono estensioni enormi, e le migliaia di lavoratori impiegati non possono essere invisibili. Si tratta di migliaia e migliaia di persone, sulle cui condizioni lavorative le autorità e le istituzioni indagano soltanto se ci sono denunce. Possibile che di fronte ad un fenomeno noto, e non soltanto per l’impiego della manodopera straniera, nessuno intervenga “d’ufficio”, senza aspettare che ci scappi il morto? Oppure, la dignità e la vita di un immigrato vale meno del fatturato di personaggi o aziende "intoccabili"?
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