direttiva ministero interni ucoii
     
 
  1. Il problema della sicurezza non riguarda solo gli italiani.

 

Solitamente il problema della sicurezza viene associato alla presenza degli immigrati.

La connessione tra immigrazione e sicurezza viene comunemente risolta nell’inclusione dell’immigrazione nelle cause dell’insicurezza. E ‘ stato anche così quando l’immigrazione in Italia era un’immigrazione esclusivamente interna. La minaccia alla sicurezza sembrava allora e sembra oggi riguardare solo la comunità di accoglienza.

Nel dibattito culturale e politico si analizzano i problemi della sicurezza come problemi che riguardano solo i cittadini autoctoni.

Siamo convinti che i problemi della sicurezza non potranno essere neppure affrontati se non si considera anche quanto siano presenti nelle comunità immigrate.

 

  1. L’insicurezza degli immigrati.

L’insicurezza degli immigrati non è un’insicurezza naturale, collegata al distacco dal paese d’origine.

Spesso, nella scelta di emigrare c’è stato un rifiuto di alcune sicurezze del paese d’origine e vi è la ricerca di nuove sicurezze.

L’insicurezza degli immigrati non corrisponde alla paura per il terremoto e per i suoi effetti devastanti. Corrisponde all’insicurezza che fa seguito al terremoto, corrisponde all’incertezza di chi non sa se potrà ancora avere una casa o se dovrà restare nella precarietà delle tende o delle baracche.

Di fronte alla crisi che precarizza ogni rapporto di lavoro e ogni pur piccola attività imprenditoriale, il collegamento tra permesso di soggiorno e lavoro alimenta una generalizzata condizione di insicurezza.

 

  1. Le questioni riguardanti la sicurezza sono mutevoli +.

Se le leggi sull’immigrazione hanno largamente determinato la composizione e le tipologie degli immigrati, l’analisi del rapporto tra comunità immigrate e sicurezza non può riflettere semplicemente valutazioni della politica legislativa sull’immigrazione e dei suoi effetti.

Gli argomenti della sicurezza si modulano secondo percorsi e istanze culturali e sociali differenti che cambiano da un giorno all’altro.

 

    4 .Il questionario proposto dal FORUM delle Comunità Straniere in Italia.

Proponendo un questionario a un gruppo di responsabili di 12 delle Comunità immigrate presenti a Roma, il FORUM delle Comunità Straniere in Italia ha cercato di avviare un percorso di una ricerca sull’insicurezza vissuta dalle comunità immigrate, individuando alcuni terreni essenziali di indagine che risulteranno meritevoli di ulteriori verifiche.

Non si tratta di un sondaggio che obbedisce ad altre finalità e adopera altri strumenti ma delle premesse per attività di rilevazione che dovranno strumentarsi con specifici approfondimenti nelle varie comunità.

 

    5. Differenti percezioni e valutazioni omogenee dei problemi della sicurezza.

Nel raffronto delle risposte al questionario emergono rilevanti differenze che parrebbero riflettere anche diversità di approccio e di sensibilità culturali delle varie comunità.

Sembra tuttavia emergere una comune percezione della gravità dei problemi di un’insicurezza che non sembra unicamente risolversi nell’evidenziamento degli incrementi delle conflittualità xenofobe e/o razziste, ma che delinea la consapevolezza della necessità di esplorare le dinamiche di una pluralità di tensioni.

Ne deriva la ferma richiesta delle Comunità immigrate di non essere escluse, come è accaduto per il dibattito sulla politica dell’immigrazione, anche dal discorso sulla sicurezza così da avvalorare la percezione di una politica per la sicurezza in funzione antimigranti.

 

    6. Cosa  proponiamo.

Affrontare la questione della sicurezza senza considerare che essa è questione di carattere generale che coinvolge italiani e stranieri; che presuppone misure di prevenzione oltre che strumenti di repressione; che deve individuare gli elementi di maggiore insicurezza e su questi indirizzare interventi e finalizzare risorse …significa realizzare un’operazione di superficiale impatto.

Nell’ambito di un’attività di formazione/informazione e di preparazione dei gruppi dirigenti delle varie comunità nonché della determinazione di luoghi di aggregazione socio/culturali e sportivi e di interventi programmati diretti a superare ostacoli linguistico/culturali è anche necessaria la partecipazione delle comunità immigrate  al controllo del territorio localmente delimitato in alcune zone cittadine.

In questo senso sono stati individuati alcuni luoghi c.d. “di frontiera”, in cui maggiore è la presenza degli immigrati e più facili sono i contrasti interculturali, e in cui può rilevarsi importante un ruolo partecipativo delle organizzazioni di immigrati.      

                                                             I RISULTATI DELL'INDAGINE

 

 

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